TRAVELCHIPS IN MADAGASCAR: Diario di Viaggio – DAY 12 Nosy Iranja, paradiso terrestre!

Sono fermamente convinta che questo giorno, io e Alberto abbiamo fatto un lunghissimo sonno ed un bellissimo sogno, perché il posto in cui siamo andati ovvero Nosy Iranja, nonostante entrambi (in realtà molto di più Bergo) abbiamo girato il mondo e visto posti meravigliosi,  li batte tutti a mani basse!

Nosy Iranja è una piccolissima isola del Madagascar, situata al largo di Nosy Be nel Canale del Mozambico, a circa un’ora e mezza di navigazione, poco distante dal resort. È formata da due isole (una più grande Nosy Iranja Be e una più piccola Nosy Iranja Kely) collegate tra loro da una lingua di sabbia lunga 2 km, che affiora solo durante la bassa marea.

La magia di questo posto, che ti permette di camminare in mezzo al mare, con le onde che ti accarezzano i piedi da due lati, persi completamente nell’azzurro dell’acqua e nel bianco della sabbia, è qualcosa che solo vivendola si può capire quanto sia spettacolare.

Il viaggio, che come ho già scritto è durato un’oretta e mezza, è stato tutt’altro che tranquillo: quest’isoletta è abbastanza a largo, ed il ragazzo che guidava il motoscafo aveva evidentemente molta fretta, perché ci ha fatti letteralmente volare sulle onde! Io sono riuscita a proteggere la schiena dai colpi grazie al giubbotto di salvataggio, ma Alberto che è alto 2 metri non ha avuto la mia stessa fortuna, quindi si è un po’ ammaccato durante il percorso. Sembrava di non arrivare mai, l’acqua sotto di noi era sempre più blu, ma talmente trasparente da permetterci di vedere i bellissimi pesci e tartarughe giganti che lo popolano.

Quest’isola, così nel nulla e per fortuna ancora così poco conosciuta, ha l’enorme pregio di essere quasi completamente disabitata: vi è un piccolo villaggio di nativi (beati loroooo) che vivono in capanne e guadagnano qualcosa vendendo parei e oggettini in legno, ed un piccolo hotel con poche stanze, quindi ci siamo ritrovati in una decina di persone al massimo in questo paradiso, per quella giornata. Già all’arrivo, ho iniziato ad emozionarmi quando scendendo dalla barca mi sono trovata circondata da tartarughe grandi il doppio di me, immerse in un’acqua così limpida che così non ne avevo mai viste!

Sulla parte più alta dell’isola maggiore sorge un faro, progettato dall’ingegnere francese Gustave Eiffel, edificato nel 1909 durante il periodo coloniale, un punto quindi perfetto per scattare foto dall’alto! Peccato solo che siamo fermamente convinti che fossero 100 anni che non venisse fatta neanche un’opera di manutenzione! Mancavano gradini, a tratti il corrimano, era tutto arrugginito e pieno di ragnatele… insomma se soffrite di vertigini, non ve lo consiglio!

Una volta arrivati in cima però che vista <3!

La discesa è stata ancora più impervia, complice il sole che ci aveva accecati in cima, ma ne siamo usciti comunque sani e salvi ahah.

Non vi dico quante passeggiate avanti e indietro per la lingua di sabbia ci siamo fatti, un po’ per goderci il panorama, un po’ per abbronzarci il più possibile grazie alla sabbia bianchissima che rifletteva i raggi in una maniera sublime! In una giornata sola siamo tornati in stanza la sera che eravamo nerissimi!

Pranzo come ormai di consueto “al sacco”, ovvero ogni tipo di prelibatezza cucinata sul posto dalla sorella di Angelo e dagli abitanti dell’isola.

Siamo stati benissimo in questo paradiso ancora così selvaggio (l’unica costruzione in muratura è l’hotel sopraccitato, che però è ben nascosto dietro all’altura su cui sorge il faro quindi “invisibile”, non danneggia il panorama), che nessuno o quasi conosce ma che sono certa sia uno dei luoghi più belli del mondo intero; è stata una giornata romantica che nessuno di noi dimenticherà mai <3

Clicca QUI per visitare il sito di Carlo la guida locale che ci ha accompagnati in questa bellissima avventura africana!

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