TRAVELCHIPS IN CINA: Diario di Viaggio a Pechino – Day 5, ci siamo persi (e nessuno vuole aiutarci)!

Quinto giorno Pechinese, ci svegliamo con la voglia di consumare una colazione diversa dal solito… e finiamo in una pasticceria cinese! Contro ogni pronostico ordiniamo tante cosine davvero buone: pane ai mirtilli per Alberto, pane al cocco per me, una tortina sofficissima e caffè! Tutto molto particolare ma buonissimo.

Finito di rifocillarci prendiamo la metro e ci dirigiamo verso Beihai Park, enorme parco che si trova alle spalle della Città Proibita. Quando viaggio amo visitare i parchi della città in cui mi trovo, dedico sempre almeno una giornata a passeggiare per le zone verdi più belle, per rigenerarmi chiacchierando insieme ad Alberto. Per accedere al Beihai Park abbiamo pagato un biglietto di ingresso di 20 yuan a testa (appena 2,50€) e ci siamo subito addentrati in questa meravigliosa oasi verde.

Nel parco sono ospitati innumerevoli templi, c’è un laghetto pieno di barchette a forma di paperella (che ho trovato leggermente inquietanti, guardate la foto e ditemi che non hanno una faccia da assassine ahah) e un’isola al centro di questo laghetto, raggiungibile tramite un traghetto.

Il parco si sviluppa in modo circolare intorno all’isola e lo abbiamo percorso tutto soffermandoci più volte sui templi che incontravamo. Nonostante non ci fosse poca gente all’interno del Beihai Park, quando andavamo per visitare i templi improvvisamente ci trovavamo da soli, così da poter godere a pieno della bellezza e della spiritualità di questi luoghi.

In più zone del parco abbiamo potuto assistere a performance di ballerini cinesi, qualcosa di troppo divertente perché non si trattava di professionisti ma amatoriali del tutto scoordinati… un po’ come i cantanti stonati incontrati la sera prima (se hai perso la pagina di diario in cui racconto di questa avventura CLICCA QUI).

Con 10 yuan (1,25€) abbiamo preso il traghetto per visitare l’isola al centro del parco, dove è ospitata l’imponente White Pagoda. Dopo aver girato un po’ per l’isoletta abbiamo dovuto salutare il bellissimo Beihai Park, abbiamo preso un taxi e siamo andati verso la zona Dongdan per pranzare.

Nel pomeriggio Alberto ha deciso che voleva andare a fare un giro in un Decathlon cinese, non avendo piani diversi per quella giornata ho detto “perché no”… ma non sapevo che avventura ci aspettava!!!

Abbiamo guardato sulle mappe dove si trovasse il Decathlon più vicino, abbiamo visto che c’era una fermata della metro a circa un chilometro dal negozio quindi abbiamo deciso che potevamo evitare il taxi e usare i mezzi pubblici. GRAVE ERRORE! È vero che la fermata si trovava ad un km dal punto di arrivo, peccato che fosse in una zona completamente non turistica, dove passava un enorme cavalcavia ferroviario e dove NESSUNO riusciva a darci indicazioni. Mi spiego meglio: in Cina ovviamente Google Maps o le mappe dell’iPhone non funzionano (ricordate che nella pagina di diario 0 [CLICCA QUI se te la sei persa] raccontavo che tutto ciò che è del mondo Google, ma anche Instagram, Facebook, Whatsapp … non funzionano in Cina?) quindi avevamo scaricato un’app di mappe che avevamo letto funzionare anche in Cina. L’app per fortuna funzionava ma aveva milioni di bug che la rendevano molto limitata. Detto questo, usciamo dalla metro e decidiamo di chiedere informazioni ad un ragazzo che avrà avuto la nostra età, speranzosi che potesse darci una mano… Ci avviciniamo e Alberto gli chiede “dove si trova Decathlon?”. Il ragazzo si gira, ci guarda con una faccia terrorizzata e inizia ad urlare NONONO facendo un gesto con i due indici di una X, dopodiché scappa in mezzo alla strada trafficata ignorando il semaforo rosso dei pedoni. Non vi dico le risate che ci siamo fatti io e Alberto, uno dei top momenti della vacanza ahah.

Chiediamo poi aiuto ad una ragazza, che per fortuna si dimostra meno pazza e ci indica da che parte andare. Ovviamente le indicazioni si riveleranno poi sbagliate. Tanto sbagliate che non so come di li a poco ci ritroviamo sotto ad un cavalcavia della linea ferroviaria (avete presente i treni ultramoderni cinesi? Ecco noi eravamo li sotto). La zona sembrava del tutto poco sicura, ma Alberto mi ha rassicurata dicendomi che in Cina la sicurezza è una delle poche certezze che puoi avere. Io ero comunque poco convinta, ma per fortuna davanti a noi c’era una anziana signora con un cagnolino che non so perché mi tranquillizzava (ho pensato se una donna anziana gira qui da sola, tanto pericoloso non può essere). Al contrario, la signora era terrorizzata dalla nostra presenza. Attraversato questo tratto piuttosto lungo (un paio di km credo) ci ritroviamo in mezzo ad una strada, con ai lati i famosi palazzoni cinesi in stile comunista tutti giganteschi e tutti uguali (amo queste zone e questo stile). Passiamo di fianco ad un ospedale cinese, che a me sembrava più un ristorante a giudicare dalla facciata e finalmente arriviamo da Decathlon!

Qui abbiamo fatto uno shopping super conveniente, acquistando magliette in tessuto tecnico (quelle da palestra per intenderci) con stampe cinesi a tema Pechino pagandole solo 1€ l’una! In Cina mi sono sentita proprio ricca ahah.

Per rientrare in centro città abbiamo saggiamente deciso di prendere un taxi e ci siamo fatti accompagnare al modernissimo Galaxy Soho.

Si tratta di un nuovo complesso che ospita un centro commerciale e degli uffici, divenuto famoso per la sua forma strabiliante! Ormai era scesa la sera quindi illuminato dava decisamente il meglio di se. La nostra giornata si è dunque conclusa con un bel giretto all’interno di questa struttura meravigliosa, cena veloce e infine il meritato riposo.

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